La partenza
Ho lasciato un libro non letto
e un letto libero.
Forse un rammarico inespresso.
un affetto maldestro
un amore celato.
Ho lasciato.
E sempre, sia viaggio o sonno,
rimane
qualche piccola vittima
tra le maglie
del tempo tiranno.
E l'affanno
di un dovere rimandato.
Il sesto giorno
Percorro a volte, nei sogni,
tratti scoscesi con arti impediti.
Melassa invisibile mi lega.
Mi nega
la fuga.
Nuotavo in un'aria tiepida con movenze di delfino.
Da bambino.
Ora non sogno, percorro solo impaziente
lo spazio tra la sera e il mattino.
Ricordando
Fu una donna a svegliarmi.
Strano:
giaceva, ospite, in un mio sogno
e mi scacciò da quello!
Ti amo
mi disse,
e, prima che scomparisse,
mi era sembrata avere
un qualchè di umano.
I denti forse o le unghie
lunghe
di una mano."
La tempesta
Grida con stridore di freni
un uccello che non conosco
L'odore si fa vento e sento
gemere tutto ciò che si tocca
Legno e legno, metallo e legno,
acqua e ferro, vento e stoffa.
Saracinesca, fantesca, tempesta.
Piovono esse, senza che io riesca
a fare ordine,
attenzione!
una febbre mi obbliga
a rimestare consonanti sornione.
Voglio
solo
pace.
Fermatemi la testa!"
Il dubbio
Certi hanno certezze.
Siedono ben all'indietro,
contro lo schienale, ascoltando
ad occhi socchiusi.
Entrano
nelle stanze portando
aria fresca.
Io parlo a spire, cercando
di ammansire il lupo di Gubbio
del dubbio."
Terra
Qualcuno ha gridato "terra!",
un attimo prima di me.
Io, come spesso,
ero distratto
guardavo lo specchio
dal lato sbagliato.
All'altro capo del viaggio
ho trovato
solo il riflesso
del mio volto stupito.
Incontro
Io odio quel corpo selvaggio, quella voce
che nuoce
alle corde vocali, le tradizioni ancestrali
che gli danno radici,
quel loro essere tanto ignari
da sembrare felici.
Scoprire vuol dire solo
alzare un coperchio, un velo.
Impudico sguardo, sempre.
Io verso il basso, loro verso il cielo.
Religione
Mi presentava il dorso della mano
le dita tese elencando
i peccati
veniali, capitali,
incoffessati.
Don Qualcosa,
e io vedevo solo la teoria infinita
dei suoi bottoni neri
subito sotto santi scorticati.
Risorgeva
Avvolto da bende candide
le dita unite e l'ansia
di un Mantra.
Triangoli e santi, raggi sulla fronte
e cuori sanguinanti.
Templi sulle cime e tamburi ruotanti
La morte benedetta, mi aspetta:
una vita futura,
o una fregatura."
Il mostro
E' sorto dalle onde, da acque profonde
un palmo.
Sputa dalle fauci verità diverse.
Vade Retro !
Non tanto per il timore panico,
ma piuttosto
per non turbare
lo sgocciolare delle ore
e il mio piccolo tintinnio quotidiano.
Vede, non é che lei non possa esistere,
ma andiamo!
Se accetti un mostro, poi
dove finiamo? "
L'Ammutinamento
Si sono ammutinati, i miei marinai,
i miei soldati,
i miei sentimenti favoriti.
Certe piccole ma precise convinzioni
celate tra le pieghe della mente.
Si sente
un vocio insistente
come se si dessero di gomito
in stive oscure
per una notizia sconcertante.
Si sono ammutinati i miei meriti
e sono diventati
i miei peccati."
Il sogno
Mi sono sognato isola,
giacevo
sull'acqua senza peso
disteso,
le braccia a croce.
Una voce
gridò "terra!" e scesero
cento marinai vocianti e mi piantarono in viso
stendardi sanguinanti.
Dettero un nome nuovo
al mio naso e alle mie guance.
E sapevo che avrei potuto
farli fuggire tutti quanti
se solo avessi riso.
Il ritorno
Porto il mio bagaglio di errate credenze,
di esperienze
di notti insonni e giorni solitari.
Porto le ore contate, inanellate
come grani di rosari.
Porto di mare che mi accoglie stanco
di onde infrante su vecchi moli.
Come é veloce sempre il ritorno!
e come, in fondo, non si ritorna mai! "
Cristoforo Colombo
Un progetto particolare di alcuni anni fa: in realtà un calendario. Dodici tappe del viaggio di Colombo, viaggio naturalmente alla scoperta di sé stesso.
INTRODUZIONE
Colombo sapeva da sempre che non vi é eroe senza un viaggio in cui consumarsi.
Non cé viaggio senza una regina.
Non esiste regina senza una nuova terra da calpestare.
Non c'e terra senza un orizzonte a cui apparire.
Non c'é orizzonte senza un viaggiatore che lo desideri.
Colombo lo sapeva da sempre ma lo scoprì arrivando.
In verità non scoprì alcunchè, glielo dissero altri.
Lui giunse distratto e lasciò un'orma sulla sabbia bianca e una scia di barca.
Entrambe catturarono la luce per qualche istante, e ne resero i riflessi.
Poi - forse - ripresero i rumori, lo stridio degli uccelli, la cantilena della risacca, le risa di scimmie e bambini, inconsapevoli.
Questo è il suo diario, o le pagine che restano per quello che si può capire della sua grafia incerta.